Tumore alla cervice: sintomi, cause e prevenzione
Il tumore alla cervice si sviluppa nella parte inferiore dell’utero, chiamata collo o cervice uterina, che rappresenta il collegamento tra il corpo dell’utero e la vagina. Questa neoplasia origina nella maggior parte dei casi dalle cellule che rivestono la cervice, in particolare nella zona di transizione tra endocervice (parte interna) ed ectocervice (parte esterna).
Esistono principalmente due tipologie istologiche: il carcinoma squamocellulare, che rappresenta circa due terzi dei casi, e l’adenocarcinoma, che interessa il 10-12% delle diagnosi. La distinzione è importante perché può influenzare l’approccio terapeutico.
Negli ultimi decenni, grazie ai programmi di screening e alla vaccinazione anti-HPV, l’incidenza di questo tumore è diminuita significativamente nei Paesi occidentali. In Italia si registrano circa 2.500 nuovi casi all’anno, con una sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi del 68%.
Il ruolo dell’HPV e i fattori di rischio
Circa il 97% dei tumori della cervice è causato dall’infezione da Papillomavirus umano (HPV), un virus trasmesso principalmente per via sessuale. Non tutti i ceppi di HPV sono oncogeni: dei oltre 100 tipi conosciuti, solo alcuni (in particolare HPV 16 e 18) sono associati allo sviluppo del cancro cervicale.
L’infezione da HPV è molto comune nella popolazione sessualmente attiva, ma nella maggior parte dei casi il sistema immunitario riesce a eliminarla spontaneamente. Solo quando l’infezione diventa persistente si possono sviluppare lesioni precancerose che, se non trattate, possono evolvere in tumore invasivo nel corso di diversi anni.
Altri fattori che aumentano il rischio includono:
- Inizio precoce dell’attività sessuale
- Numero elevato di partner sessuali
- Fumo di sigaretta, che può compromettere la risposta immunitaria locale
- Immunodeficienza (HIV, terapie immunosoppressive)
- Uso prolungato di contraccettivi orali
- Storia di altre infezioni sessualmente trasmesse
È importante sottolineare che l’uso del preservativo, pur essendo fondamentale per prevenire molte infezioni, non protegge completamente dall’HPV, poiché il virus può essere presente anche in aree non coperte dal profilattico.
Quali sono i sintomi del tumore alla cervice?
Nelle fasi iniziali, il tumore della cervice è quasi sempre asintomatico, rendendo fondamentale il ruolo dello screening preventivo. Quando la malattia progredisce, possono manifestarsi diversi segnali d’allarme:
- Sanguinamenti vaginali anomali, soprattutto dopo i rapporti sessuali, tra una mestruazione e l’altra o in menopausa
- Perdite vaginali insolite, talvolta maleodoranti
- Dolore durante i rapporti sessuali (dispareunia)
- Dolore al basso ventre o alla zona pelvica
Negli stadi più avanzati possono comparire sintomi legati all’invasione di organi vicini, come difficoltà urinarie, presenza di sangue nelle urine, problemi intestinali o dolore alla schiena.
La presenza di uno o più di questi sintomi non significa necessariamente avere un tumore, ma richiede sempre una valutazione ginecologica approfondita.
Come si fa la diagnosi
Il tumore della cervice viene diagnosticato attraverso diversi strumenti, che vanno dagli esami di screening alla valutazione istologica. Gli esami di base includono:
- Pap test: preleva cellule dalla cervice per identificare eventuali anomalie. È stato per decenni il pilastro dello screening.
- HPV DNA test: ricerca la presenza del DNA del virus HPV, permettendo di identificare le donne a rischio prima ancora che si sviluppino alterazioni cellulari.
Quando gli esami di screening evidenziano anomalie, si procede con:
- Colposcopia: esame visivo ingrandito della cervice che permette di identificare aree sospette
- Biopsia: prelievo di tessuto per l’analisi istologica definitiva
- Ecografia transvaginale: valuta le dimensioni e l’estensione locale della lesione
In caso di diagnosi confermata, si eseguono ulteriori esami per la stadiazione:
- Risonanza magnetica della pelvi per valutare l’estensione locale e il coinvolgimento linfonodale
- TC del torace per escludere metastasi polmonari
- PET-TC nei casi dubbi o per identificare localizzazioni a distanza
Il pap test rileva tutti i tumori?
Il Pap test è uno strumento efficace ma non infallibile. Ha una sensibilità dell’80-90% nell’identificare lesioni precancerose e cancerose, il che significa che può non rilevare tutti i casi. Per questo motivo viene ripetuto a intervalli regolari e, nei protocolli di screening moderni, viene spesso associato all’HPV test, che aumenta significativamente l’accuratezza diagnostica.
L’HPV test può identificare la presenza del virus anche in assenza di alterazioni cellulari visibili, permettendo un intervento ancora più precoce. La combinazione dei due esami rappresenta oggi lo standard più efficace per la prevenzione.
Come si previene il tumore al collo dell’utero?
La prevenzione del tumore alla cervice si basa su due pilastri fondamentali:
- Vaccinazione anti-HPV: il vaccino protegge dai ceppi più pericolosi del virus e viene offerto gratuitamente in Italia a ragazze e ragazzi prima dell’inizio dell’attività sessuale. La copertura vaccinale riduce drasticamente il rischio di sviluppare lesioni precancerose e tumori.
- Screening regolare: partecipare ai programmi di screening (Pap test e HPV test) permette di identificare e trattare le lesioni precancerose prima che evolvano in tumore invasivo. In Italia, lo screening è raccomandato:
| Fascia d’età | Esame | Frequenza |
|---|---|---|
| 25-30 anni | Pap test | Ogni 3 anni |
| 30-64 anni | HPV test | Ogni 5 anni |
Altri comportamenti protettivi includono non fumare, limitare il numero di partner sessuali e utilizzare il preservativo, anche se quest’ultimo non garantisce una protezione completa dall’HPV.

Trattamento e prognosi
Il trattamento dipende dallo stadio della malattia al momento della diagnosi:
| Stadio della malattia | Approccio terapeutico |
|---|---|
| Stadi iniziali | Chirurgia (conizzazione o isterectomia radicale con asportazione linfonodi pelvici) |
| Stadi avanzati | Chemioradioterapia |
| Malattia metastatica | Chemioterapia, talvolta seguita da radioterapia palliativa |
Quanto si vive con un tumore alla cervice?
La prognosi dipende principalmente dallo stadio al momento della diagnosi. Le lesioni precancerose e i tumori in stadio molto precoce hanno una prognosi eccellente, con tassi di guarigione superiori al 90%. La sopravvivenza a 5 anni complessiva in Italia è del 68%, un dato che include tutti gli stadi.
Quando il tumore viene diagnosticato in fase iniziale, le probabilità di cura sono molto elevate. Negli stadi avanzati, la prognosi peggiora, ma i progressi terapeutici degli ultimi anni hanno migliorato significativamente le aspettative di vita anche in questi casi.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato nel 2020 una strategia globale per l’eliminazione del tumore della cervice come problema di salute pubblica, obiettivo considerato raggiungibile grazie agli strumenti di prevenzione, diagnosi e cura oggi disponibili.