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Infertilità maschile: cause, diagnosi e trattamenti

L’infertilità maschile rappresenta una ridotta capacità riproduttiva dell’uomo che può impedire il concepimento naturale. Si parla di infertilità quando una coppia non riesce a ottenere una gravidanza dopo 12 mesi di rapporti regolari non protetti (6 mesi se la donna ha più di 35 anni). Contrariamente a quanto si possa pensare, nel 50% dei casi di infertilità di coppia è presente un fattore maschile, che risulta determinante nel 30% delle situazioni.

Negli ultimi decenni la qualità del liquido seminale è diminuita progressivamente, tanto che oggi il 7% degli uomini a livello globale presenta problematiche di fertilità. Questo articolo offre una panoramica completa su cause, diagnosi, trattamenti disponibili e strategie di prevenzione per affrontare consapevolmente questo tema.

Quali sono le cause dell’infertilità maschile?

Le cause dell’infertilità maschile possono essere classificate in tre categorie principali: pre-testicolari, testicolari e post-testicolari.

CategoriaDescrizione ed esempi
Cause pre-testicolariPatologie endocrine a carico dell’ipotalamo o dell’ipofisi che regolano la produzione ormonale necessaria alla spermatogenesi. Esempio: ipogonadismo ipogonadotropo che impedisce al testicolo di ricevere gli stimoli ormonali necessari
Cause testicolariAnomalie congenite, cromosomiche o genetiche e condizioni acquisite. Include: criptorchidismo (mancata discesa del testicolo), varicocele (dilatazione delle vene spermatiche), infezioni (Chlamydia, gonorrea, sifilide, HPV), traumi o interventi chirurgici
Cause post-testicolariOstruzioni delle vie seminali, disfunzioni eiaculatorie e problematiche sessuali che impediscono il normale deposito del liquido seminale

Come si valuta la fertilità maschile?

La valutazione della fertilità maschile inizia con una visita andrologica approfondita, durante la quale lo specialista raccoglie l’anamnesi completa del paziente, indagando su eventuali patologie pregresse, interventi chirurgici, esposizione a fattori di rischio ambientali o lavorativi, e abitudini di vita.

L’esame obiettivo permette di rilevare anomalie anatomiche come il varicocele, alterazioni della morfologia testicolare o anomalie congenite. Questo primo approccio orienta gli accertamenti successivi.

Diagnosi e esami: quali sono gli esami previsti?

L’esame fondamentale per la diagnosi di infertilità maschile è lo spermiogramma, l’analisi del liquido seminale che valuta:

  • Concentrazione degli spermatozoi
  • Motilità (capacità di movimento)
  • Morfologia (forma degli spermatozoi)
  • Volume dell’eiaculato
  • pH e viscosità

Lo spermiogramma deve essere eseguito dopo 3-5 giorni di astinenza e, se alterato, va ripetuto a distanza di almeno 3 mesi per confermare i risultati.

Ulteriori esami di approfondimento includono:

Esame diagnosticoFinalità
Dosaggi ormonali (FSH, LH, testosterone, prolattina)Individuare squilibri endocrini
Ecografia scrotale con ecodopplerVisualizzare la struttura testicolare e identificare varicocele o altre anomalie vascolari
Indagini geneticheIdentificare alterazioni cromosomiche in caso di azoospermia o grave oligozoospermia
Esame delle urine post-eiaculatorieDiagnosticare l’eiaculazione retrograda
Biopsia testicolareVerificare la presenza di spermatogenesi nei casi di azoospermia

Gli esami del sangue per i dosaggi ormonali e l’ecografia sono strumenti diagnostici essenziali nel percorso di valutazione della fertilità maschile.

Come si cura l’infertilità maschile?

Il trattamento dell’infertilità maschile dipende dalla causa sottostante e può variare da terapie mediche a interventi chirurgici fino alle tecniche di procreazione medicalmente assistita.

Terapie mediche: quando l’infertilità deriva da squilibri ormonali, possono essere prescritte terapie ormonali sostitutive o stimolanti. Le infezioni delle vie urogenitali, incluse le malattie sessualmente trasmissibili, richiedono trattamenti antibiotici specifici. In alcuni casi vengono utilizzati antiossidanti e integratori per migliorare la qualità del liquido seminale.

Interventi chirurgici: il varicocele può essere corretto chirurgicamente con la varicocelectomia, intervento che spesso migliora i parametri seminali. Le ostruzioni delle vie seminali possono richiedere interventi di microchirurgia ricostruttiva. Il recupero chirurgico degli spermatozoi (TESE, MESA) è indicato in caso di azoospermia ostruttiva. Per questi interventi può essere necessario rivolgersi a specialisti in urologia.

Procreazione medicalmente assistita: quando le altre opzioni non sono praticabili o non hanno dato risultati, si ricorre a tecniche di PMA:

  • Inseminazione intrauterina (IUI) per forme lievi di infertilità
  • Fecondazione in vitro (FIVET) o iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo (ICSI) per casi più complessi

Cosa fare per aumentare la fertilità maschile: stile di vita e prevenzione

La prevenzione dell’infertilità maschile inizia fin dall’infanzia e prosegue nell’adolescenza e nell’età adulta. Mantenere uno stile di vita sano è fondamentale per preservare la capacità riproduttiva.

Abitudini da evitare:

  • Fumo di sigaretta e cannabis: danneggiano l’integrità del DNA degli spermatozoi e riducono numero e motilità
  • Consumo eccessivo di alcol e uso di droghe
  • Sedentarietà prolungata

Abitudini da adottare:

  • Alimentazione equilibrata ricca di antiossidanti, vitamine e minerali
  • Mantenimento del peso corporeo nella norma: sovrappeso e obesità alterano l’equilibrio ormonale
  • Attività fisica regolare ma moderata
  • Gestione dello stress

Per un supporto personalizzato sull’alimentazione e il mantenimento del peso ideale, può essere utile rivolgersi a un nutrizionista.

Fattori ambientali e lavorativi: limitare l’esposizione a pesticidi, solventi, metalli pesanti, radiazioni e fonti di calore eccessivo. Evitare indumenti troppo stretti che aumentano la temperatura scrotale.

Prevenzione primaria: controlli andrologici periodici, soprattutto in età adolescenziale, permettono di diagnosticare precocemente patologie come il varicocele o il criptorchidismo, aumentando le possibilità di trattamento efficace.

L’infertilità maschile può essere prevenuta?

Non sempre l’infertilità maschile può essere prevenuta, soprattutto quando dipende da fattori congeniti o genetici. Tuttavia, molte forme di ridotta fertilità sono legate a comportamenti modificabili e condizioni trattabili precocemente.

La consapevolezza dell’importanza della salute riproduttiva fin dalla giovane età, insieme ad adeguate campagne di informazione e all’accesso a controlli andrologici, rappresenta il primo passo per tutelare la fertilità. Eventuali problematiche sessuali che possono influire sulla fertilità possono essere affrontate con il supporto di un professionista in sessuologia. Riconoscere tempestivamente i fattori di rischio e intervenire su stili di vita scorretti può fare la differenza nel preservare la capacità riproduttiva e ridurre l’impatto dell’infertilità sulla coppia.